Descrizione
La cavità è un relitto di un ben più esteso sistema sotterraneo a
cui presumibilmente apparteneva anche la vicina Grotta Paglicci. L'accesso
naturale, costituito da un pozzo profondo 8 metri, è reso inagibile da una
frana. A 50 metri di distanza. verso est, esiste un altro ingresso che permette
di accedere, tramite un pozzetto ed un angusto cunicolo, in un modesto ambiente
di crollo scavato in buona parte nel conglomerato. Un ulteriore salto di scarsa
profondità ed uno scivolo in accentuata pendenza, immettono in una superba
caverna lunga circa 70 metri e scavata interamente nell'interstrato.
Quest'ambiente è caratterizzato dalla presenza di numerosi gruppi stalagmitici
la cui suggestiva bellezza ha suggerito il nome della grotta. Non mancano
inoltre grosse stalattiti, drappi, meduse e concrezioni eccentriche che
conferiscono all'insieme una coreografia originalissima ed irripetibile.
Purtroppo anche questa cavità a causa del suo facile accesso è stata ed è tutt'ora oggetto di continui atti di vandalismo. Innumerevoli scritte sulle
pareti, concrezioni asportate o irrimediabilmente deturpate e persino profonde
buche scavate alla ricerca di un fantomatico quanto improbabile tesoro,
testimoniano lo stato di degrado in cui versa la grotta e l'impellente necessità di regolarne l'accesso tramite un robusto cancello.
Da Guida alla speleologia del Gargano di Carlo Fusilli e Paolo
Giuliani.