Gruppo Speleologico Montenero

La grava di Campolato

Piantina della grava di CampolatoNella zona più depressa di un ampio polje, in agro di S. Giovanni Rotondo, si apre la Grava di Campolato, la cavità è la più profonda sinora esplorata in Puglia.
La grotta funge da inghiottitoio attivo temporaneo delle acque di precipitazione meteorica che si raccolgono nel bacino circostante.

Si trova ai margini della Statale 272 San Giovanni Rotondo - Monte Sant'Angelo, al chilometro 43.

L'esistenza dell'inghiottitoio fu segnalata nel 1950 dal prof. Baldacci e, qualche anno più tardi, anche dal prof. Pasa che lo citò nella sua pubblicazione sulla paleogeografla delle Puglie (1953).

Nell'estate del 1959, durante una breve ricognizione, il Gruppo Grotte Milano sondò la voragine iniziale indicandone il percorso di avvicinamento e la profondità approssimativa.

Si giunse così al mese di dicembre del 1960, periodo in cui il Gruppo Speleologico Piemontese di Torino organizzò una campagna speleologica sul Promontorio del Gargano, nel corso della quale si occupò della grotta che in quell'occasione fu esplorata e topografata sino all'attuale fondo.

La cavità è costituita essenzialmente da un'alta e lunga galleria meandriforme a cui si accede tramite un pozzo iniziale profondo 96 metri. Si snoda nel sottosuolo per complessivi 1.100 metri di sviluppo raggiungendo la profondità di - 303 metri, qui un sifone limaccioso di scarsa portata idrica segna il punto massimo raggiunto dalle esplorazioni.

La grotta, durante le piene, è percorsa da un impetuoso torrente sotterraneo.

Da Guida alla speleologia del Gargano di Carlo Fusilli e Paolo Giuliani.