
E' la grotta più conosciuta dell'intero Promontorio del Gargano.
Già dal 1806 abbiamo una interessante descrizione da parte del noto studioso
Michelangelo Manicone da Vico del Gargano ( 1745-1807), che nella sua opera " La
Fisica Appula (1806) così scrive:
"Evvi poi nella Difesa della Regia Badia di S. Marco in Lamis una grotta, che
riesce gradevolissima agli occhi del viaggiatore. Chiamasi la Grotta di
Montenero. In essa non vi si può entrare che carpone, ed assai disagiatamente
per la bassezza e !a strettezza dell'apertura.
E' lunga un miglio e mezzo in
circa; è divisa in molti cameroni; e si passa da un camerone all'altro per
larghi buchi. Le volte, e le pareti di detti cameroni sono rabescate di
stalattitiche concrezioni, le quali formano gallerie, cupole, teatri, mammelle,
allberi ed altre bizzarre figure. Dentro quest'antro evvi una fresca e dolce
acqua, che distilla dai sassi. lo la bevvi nell'arsa state, e sovvienmi, che
riuscì gustosa al mio palato".
Oggi la grotta è chiusa ai visitatori, tramite un cancello, per evitare atti
vandalici che si sono ripetuti negli anni precedenti; ed è attrezzata da una
scalinata rudimentale ed alcune improvvisate ringhiere che agevolano il cammino
interno che si tresenta di facile percorrenza.
Superato il cancello ci si immette in una enorme sala lunga 20 metri ed alta
10. Questo ambiente è caratterizzato dalla presenza di grossi blocchi calcarei
cementati da colate calcitiche. Sulla sinistra, a pochi metri dal!'ingresso, è visibile un camino che si innalza sin quasi a raggiungere l'esterno. Uno
stalagmite di notevole dimensione apre un secondo grande salone domiforme, lungo
20 metri circa e largo 5 metri cerca ed altrettanto alto. caratterizzato da una
marcata depressione che una volta ospitava un limpido lagheno.
Lungo la parete
di sinistra si apre, all'altezza di 10 metri, un foro di 1,5 metri di diametro
che permette l'accesso in una galleria riccamente concrezionata che dopo 20
metri svolta bruscamente a sinistra restringendosi in un'angusta strettoia
(ampliata artificialmente), che conduce in un cunicolo adorno di candide
stalattiti, anche eccentriche, che in breve diviene impraticabile. Scavalcata la
grande frana che segna la fine di questa seconda caverna, si giunge in un terzo
ambiente di dimensioni più modeste da cui si dipartono alcune salette.
Avvicinamento
Strada provinciale S. Marco in Lamis-Cagnano Varano.
Percorsi circa 3 chilometri dalla frazione di Borgo Celano (S. Marco in Lamis),
si svolta a destra per una larga carrareccia a fianco di un'area di picnic.
Lasciata l'auto, si prosegue a piedi per un sentiero in salita che in breve
termina davanti all'ingresso della grotta.
Per visitare la grotta rivolgersi preventivamente al Gruppo Speleologico
Montenero.
Da Guida alla speleologia del Gargano di Carlo Fusilli e Paolo
Giuliani.